Descrizione
Cosa accade quando il mito incontra la scienza? In Scilla e Cariddi. Viaggio tra due emisferi l’antico passaggio affrontato da Ulisse tra Scilla e Cariddi diventa la metafora potente delle nostre scelte quotidiane: un equilibrio fragile tra istinto e ragione, paura e desiderio, perdita e conoscenza.
Attraverso racconti, simboli e leggende del Mediterraneo, il libro intreccia neuroscienze, cosmologia e tradizione, restituendo al mito una sorprendente attualità. Dalle divinità dell’Olimpo ai gesti della cultura mediterranea, ogni pagina invita il lettore a guardarsi dentro.
Un viaggio affascinante tra passato e futuro, tra emisferi del cervello e orizzonti del mare, per scoprire che proprio nello spazio più stretto tra due pericoli si nasconde la nostra più autentica possibilità di crescita.
“La vera saggezza non è nel correre oltre ogni limite,
ma nel riconoscere il momento esatto in cui fermarsi.”
Mimma paino –
Un libro bellissimo una bella metafora sulla vita
A cura della redazione –
In Scilla e Cariddi. Viaggio tra due emisferi, Domenico Marino propone una raccolta di racconti brevi che esplorano il patrimonio dei miti e delle leggende, offrendo uno specchio delle virtù e delle fragilità dell’animo umano.
Attraverso vicende di dei, semidei e figure eroiche, le storie invitano il lettore a navigare tra vita e mito e a riflettere sul conflitto tra virtù e fragilità, sul valore della conoscenza e sulla necessità di moderazione e equilibrio nella vita quotidiana.
L’autore affronta il mito come strumento psicologico che accompagna l’uomo nei momenti di smarrimento e crisi. Ogni racconto diventa così un’occasione per meditare sulla memoria, sui desideri, sulle sfide personali e sulla costruzione di una consapevolezza interiore.
La figura di Ulisse, con i suoi eccessi e smarrimenti, è emblematica: il viaggio, ricco di deviazioni e soste inattese, riflette il percorso di crescita e la scoperta di sé attraverso la riflessione sulle esperienze vissute. Allo stesso modo, i venti di Eolo e altri elementi mitologici diventano simboli di responsabilità, equilibrio e custodia del mondo interiore.
In questa prospettiva, le figure mitiche si aprono a letture sorprendenti e attuali.
Le Parche – Cloto, Lachesi e Atropo – simboli del nascere, del vivere e del morire, trovano un’eco nelle scoperte scientifiche sul DNA, dove il “filo della vita” si modifica nel tempo, quasi a confermare intuizioni antiche che oggi la ricerca continua a esplorare. Allo stesso modo, il mito del vaso di Pandora illumina il ruolo ambiguo della speranza, sospesa tra conforto e illusione, tensione irrisolta che accompagna da sempre la condizione umana.
E ancora, con Enea si manifesta una delle immagini più potenti del libro: quando tutto sembra perduto, qualcosa può rinascere.
Il mito – evocato anche nella celebre interpretazione scultorea del Bernini – diventa racconto di continuità tra passato, presente e futuro: memoria delle radici, forza nell’azione e apertura fiduciosa verso ciò che verrà.
Il testo si propone quindi come una guida per leggere la vita attraverso le immagini della mitologia, suggerendo che la saggezza si conquista attraverso il raziocinio, l’accettazione della propria ambivalenza e la consapevolezza dei limiti umani. Le vicende mitiche mostrano che il vero trionfo non nasce dal dominio o dalla forza, ma dalla capacità di osservare, comprendere e moderare le proprie azioni.
I miti diventano così guide silenziose, che suggeriscono la misura, la saggezza e l’equilibrio interiore, mostrando che il vero potere risiede nella conoscenza e nella responsabilità, non nella forza o nell’avidità.
Domenico Marino, nato a Condofuri nel 1957, affianca alla formazione economica una lunga e appassionata ricerca in ambito letterario, artistico e mitologico. L’esperienza nella docenza e nella gestione aziendale si intreccia con lo studio delle grandi narrazioni del passato, dando vita a una scrittura che unisce rigore e sensibilità, pensiero e introspezione.